Bacio! Rosa malva al giardino delle carezze!
Vibrante accompagnamento, sulla tastiera dei denti,
di dolci canzoni che amore canta negli ardenti cuori,
con la sua voce d’arcangelo dagli incantevoli languori!
 
Sonoro e grazioso bacio, divino bacio!
Voluttà incomparabile, ebbrezza irraggiungibile!
Salve! L’uomo, piegato sulla tua coppa adorabile,
gode di una felicità che non sa esaurire.
 
Come il vino del Reno e come la musica,
tu consoli e culli, e il dolore
spira con una smorfia nella tua piega porporina.
Uno più grande – Goethe o Will – ti doni un verso classico!
 
Io, misero trovatore di Parigi, posso solo
offrirti questo mazzo d’infantili strofe:
sii benigno e, per premio, o bacio, scendi
sulle ribelli labbra d’una che so io, e ridi!
 
                                                      Paul-Marie Verlaine
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