Archive for novembre 2008

By The Sea

 
   She can walk out anytime, anytime she wants to walk out, that’s fine,
   She can walk out anytime, anytime she feels that life has passed her by,
   And when I start my new life I won’t touch the ground,
   I’m gonna try hard this time not to touch the ground.

   He can walk out anytime, anytime he wants to walk out, that’s fine,
   He can walk out anytime, across the sand, into the sea, into the brine,
   And when I start my new life I won’t touch the ground,
   I’m gonna try hard this time not to touch the ground.

   So we sold the car and quit the job
   and shook some hands and wiped the make-up right off,
   And we said our good-byes to the bank
   left Seven Sisters for a room in a seaside shack,
   And when I start my new life I won’t touch the ground,
   I’m gonna try hard this time not to touch the ground?

   …it’s by the sea we’ll breed
   …into the sea we’ll bleed

 

A contatto con ciò che non può essere espresso

tocco le scaglie di un cielo morente.

Verrà il tempo dei ricordi

o è giunto già?

Sei mesi d’amore

e null’altro.

Luccica e continua a splendere

cangiante meraviglia dei miei migliori istanti.

La notte insonne,

dai monti ai mari;

è fino alla luna che arrivano i miei pensieri

ma mai ritrovo il sapore dei tuoi baci.

La solitudine è sì amara

ma è la dolcezza di ciò che stato

a distruggermi.

 

   A thought that never changes
   Remains a stupid lie
   It’s never been quite the same
   No hearing or breathing
   No movement, no colors
   Just silence
 
   Rise and fall of shame
   A search that shall remain
   We asked you what you’d seen
   You said you didn’t care
 
   Sound formed in a vacuum
   May seem a waste of time
   It’s always been just the same
   No hearing or breathing
   No movement no lyrics
   Just nothing
 
   The sign that leads the way
   The path we can not take
   You’ve caught me at a bad time
   So why don’t you piss off
 

Senza Parole

 
A Robert Muller, portiere del Colonia, è stato diagnosticato nel 2006 un tumore maligno al cervello:
i medici gli danno ancora sette settimane di vita, ma lui vuole continuare a giocare.
 
Sono passati esattamente due anni da quando Robert Muller, 28enne portiere del Kolner Haie (squadra di hockey
della città di Colonia) venne ricoverato in ospedale dopo un malore accusato in una partita di Coppa di Germania
ad Hannover. Malgrado la diagnosi di un tumore maligno al cervello e due operazioni sostenute senza successo,
Muller non ha abbandonato la carriera sul ghiaccio, e il suo ultimo desiderio è quello di essere in campo a fine
novembre con la sua squadra, con la quale, nella scorsa stagione, ha conquistato il secondo posto in campionato.
Considerata la gravità della situazione clinica, i medici hanno candidamente diagnosticato sette sole settimane
di vita per l’ex-portiere della Nazionale tedesca (ha giocato in estate i Mondiali in Canada), ma Muller, sposato e
padre di due bambini, insiste nel voler proseguire a giocare a hockey, sostenendo di non soffrire di particolari
dolori. "Robert Muller ha già abbondantemente superato il tempo medio di sopravvivenza per questa tipologia di
tumore – spiega Wolfgang Wick, oncologo della clinica universitaria tedesca di Heidelberg, in una intervista
rilasciata al settimanale "Der Spiegel" – la maggior parte dei malati non supera l’anno di vita, e solo il 3% va oltre
i 5 anni".
"Non avverto dolore e mi sento bene – afferma Muller, ben conscio dell’incurabilità del suo male e della tragica fine
annunciata dai medici – semplicemente devo imparare a convivere con il tumore. Devo restare positivo, la situazione
non può essere cambiata. Voglio che mi si tratti come una persona normale, non ho bisogno di compassione".
"Si allena ogni giorno con grandissimo impegno e serietà – dice di lui Rodion Pauels, direttore sportivo del team di
Colonia – lo seguo sempre, e sta addirittura migliorando sul campo".
 
(fonte: Daniele Fantini / Eurosport)

“Artista”

 

Josif Aleksandrovič Brodskij (Leningrado, 24 maggio 1940 – New York, 28 gennaio 1996) è stato un poeta russo.

Esordì nel 1958 pubblicando alcune poesie in una rivista clandestina; venne subito riconosciuto come uno dei poeti di
maggior talento della sua generazione.
Fu denunciato per la prima volta da un giornale di Leningrado, che attaccò i suoi lavori come pornografici e antisovietici.
Nel 1964 fu arrestato con l’accusa di parassitismo e condannato, dopo un processo che scatenò violente reazioni
nell’opinione pubblica mondiale, a cinque anni di lavori forzati. Rilasciato dopo diciotto mesi, tornò a vivere a Leningrado.
Nel 1972 fu costretto dalle autorità sovietiche a emigrare e si stabilì negli Stati Uniti.
Nel 1987 fu insignito del premio Nobel per la letteratura.
 
 
    Giudice: Qual è la tua professione?
    Brodskij: Traduttore e poeta.
    Giudice: Chi ti ha riconosciuto come poeta? Chi ti ha arruolato nei ranghi dei poeti?
    Brodskij: Nessuno. Chi mi ha arruolato nei ranghi del genere umano?
 
                                                                                  ( Dagli atti processuali del 1964 )